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Dal populismo all’anti-europeismo

Circa il 40% degli elettori e dei simpatizzanti per il Fronte nazionale di Marine Le Pen è composto da giovani di età inferiore ai 35 anni. Lo stesso avviene con la English Defende League e con altri movimenti nazional-populisti. 

Evidentemente non è nazionalismo di vecchi nostalgici quello che si esprime nella protesta. Non è nemmeno una critica all'eccesso di integrazione europea. Infatti il populismo anti-europeo si esprime con uguale forza nei paesi extra-euro: UK, Svezia, Svizzera, Danimarca, Ungheria, Romania e altri. 

Limitare il populismo a un retaggio del passato, dentro un confine di arretratezza culturale, aridità umana o nostalgia politica, non è sufficiente. La xenofobia si è congiunta con la diffidenza per le elites e con la debolezza dell'economia. (nel grafico tratto da Transatlantic Trends, le due issues che più preoccupano i cittadini nei diversi paesi)

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Se c'è un elemento che caratterizza il populismo in Europa è che esso – in ogni paese – sorge dopo una perdità di credibilità dei partiti tradizionali. L'unico paese dove non è avvenuto è la Germania, nonostante la crisi di inizio secolo della CDU, dopo lo scandalo dei finanziamenti illeciti. Ci sono stati cedimenti a livello locale, ma il monito del passato è stato sufficiente. Resta un caso unico. Il passato non ha avuto medesimo ruolo nei paesi in cui l'esperienza nazionalista è stata forte, come Austria, Italia o Ungheria. Dal populismo nazionale si passa ora a quello anti-europeo.

I meccanismi in atto sono gli stessi: Non è sufficiente il monito del passato, cioè ricordare che l'Unione Europea nasce da una scelta tra pace e guerra. Il populismo anti-europeo ormai procede con un linguaggio analogo a quello nazionale: il discredito delle elites di Bruxelles, la diffidenza per i partner esterni, la delusione per la gestione dell'economia.

Sono necessari quattro passaggi:

– Distinguere più nettamente le responsabilità politiche a livello nazionale e a livello europeo.

– Coinvolgere i cittadini nella nomina e nella revoca delle cariche europee.  

– Assumere impegni pubblici comuni per risolvere la depressione economica.

– Offrire – senza retorica – un disegno futuro ottimista per l'economia del continente