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Perché diffido ancora di “Alternativa per la Germania”

Alcuni amici sostengono che io abbia esagerato con le preoccupazioni su "Alternativa per la Germania", il partito euroscettico che stava per approdare al Bundestag il 22 settembre scorso. Non sono d'accordo e lo ribadisco,
Tralascio le ragioni che ho già esposto sul giornale e cioè sulla strategia di boicottaggio che Alternativa aveva in programma utilizzando una procedura agevolata per appellarsi alla Corte di Karlsruhe e bloccare ogni decisione che Merkel avesse preso a Bruxelles.
Mi attengo solo alle cifre.
Quelle del grafico qui sotto riguardano le intenzioni di voto dei tedeschi una settimana dopo le elezioni. Alternativa è cresciuta ancora e il partito liberale ha perso un altro 36% dei propri voti. La riconposizione della destra tedesca, da una destra liberale a una a forte orientamento nazionale, prosegue dunque.
Ma non sono tanto i due milioni di voti raccolti da Alternativa a preoccuparmi. Se sommo ad essi però quelli dei partiti antieuropei minori (Republikaner, Rechte, Freie Waehler) si arriva facilmente a un altro milione. Questo fronte antieuropeo avvicinerebbe i Verdi per dimensione. Se si votasse adesso aggiungendo una fetta dei voti in libera uscita dal partito liberale, gli euroscettici sarebbero la terza o la quarta forza politica in Germania.
Ma non è finita. Sempre guardando il grafico qui sotto si vede la distribuzione dei seggi al Bundestag. Tutti gli analisti hanno commentato osservando che partiti tradizionali e sicuri come CDU-CSU e SPD non avevano una maggioranza così importante da diverse legislature e che ora quindi con il 70% dei voti e ancor più dei seggi possono fare quello che vogliono garantendo continuità europeista al governo.
Questo è un modo superficiale di fare analisi. La mia sensazione è che una tale maggioranza parlamentare faciliti il dissenso dei molti parlamentari della CDU-CSU che sono contrari alla linea della cancelliera in materia di salvataggi dell'euro area. Si tratta di un gruppo non trascurabile di parlamentari. Quando è stato votato il Trattato ESM l'opposizione interna alla coalizione è stata di circa 25 parlamemtari. Senza l'appoggio della SPD il Trattato non sarebbe stato ratificato.
Se, come probabile, si andrà verso una Grande Coalizione (CDU-SPD),  l'appoggio dei socialdemocratici sarà scontato. A questo punto gli euroscettici della CSU si sentiranno liberi di mettere in difficoltà Merkel sui temi europei.
Infine andiamo verso le elezioni europee di giugno 2014. Ma non solo verso quelle. Tra primavera 2014 e l'autunno del prossimo anno ci saranno anche elezioni regionali in Sachsen Thuringen e Brandenburg, cioè i Laender dove Alternativa ha già ottenuto i risultati migliori, superando sempre la soglia del 5%. Sono anche i Laender dove è più forte la presenza di forze politiche di destra radicale e antieuropea. Un ambiente perfetto per la Vandea antieuropea. Auguri a Candide e agli altri ottimisti…
 
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