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Austerità fino al 2020

 

Come ho scritto sul Sole lunedì scorso, gli italiani devono essere orgogliosi di essere usciti dalla procedura di infrazione. Hanno dato una dimostrazione di serietà e sacrificio rispettando gli accordi anche oltre quella che era la logica economica.

Non si è trattato di masochismo, ma di vista lunga. Spazzando dal tavolo europeo il dubbio dell'azzardo morale – cioè che comportamenti poco virtuosi del governo avrebbero prevalso automaticamente dopo che la Bce aveva ridotto la pressione dei mercati nell'estate scorsa – l'Italia ha tolto un alibi agli altri paesi e alle istituzioni comuni per non avanzare verso una soluzione della crisi. 

Eppure… Sì ho ancora un dubbio che le cose non vadano così bene come possiamo sperare. 

Il dubbio nasce dalla stima dell'andamento del debito pubblico italiano che la Commissione prevede al 132,2% del pil nel 2014. Ho riprodotto la tabella in fondo a questo blog. Non sono del tutto sicuro che i conti tornino. Se il disavanzo di bilancio del prossimo anno è il 2,5% e si vuole utilizzare il margine rimanente dello 0,5%. Il debito sarà più alto. Se la crescita di quest'anno sarà quella stimata dall'Ocse e non quella della Commissione, il debito sarà ancora più alto. Se infine aggiungiamo una tranche di crediti della P.A. da pagare alle imprese, il debito nel 2014 sarà più vicino a 140% che al 130% del pil.

A chi importa? A me! E non per rigorismo teutonico. Ora mi spiego:

Come sappiamo, le nuove regole fiscali dispongono che dal gennaio 2015 il debito che eccede il 60% del pil vada ridotto di un ventesimo all'anno. Se il debito pubblico italiano è al 120% questo significa tagliarlo del 3% del pil all'anno. E' sufficiente cioè avere portato il bilancio in pareggio come è già previsto, avere una crescita economica dell'1% e un'inflazione del 2% per ridurre il debito nella misura richiesta senza dovere fare troppi sforzi. C'è un erosione del valore reale dei servizi pubblici, si badi, ma per l'Italia sarebbe una svolta: si inserisce il pilota automatico e nel giro di una decina d'anni si è finalmente a posto. A quel punto i sacrifici vengono ripagati da prospettive migliori per il paese.

Ma se il debito è al 140% del pil le cose purtroppo cambiano. La riduzione annua imposta dal fiscal compact sale al 4% del pil. Dando per acquisita una crescita dell'1% e un'inflazione del 2%, resta un altro punto di pil all'anno di "manovra" da trovare a ogni bilancio. Con tutte le incognite politiche di prolungare lo stress sociale dopo decenni di manovre di bilancio. 

In pratica il debito al 140% significa che non è possibile neanche dopo il 2014 avere una politica di bilancio neutrale, ma che le manovre dovranno continuare ancora per almeno altri cinque anni. 

Quindi austerità fino al 2020…

Non so se ci arriveremo.

 

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