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Il segreto del successo tedesco (e le conseguenze per l’euro)

La Germania e’ un modello per il resto d’Europa o e’ la causa dei suoi problemi?

Purtroppo e’ entrambe le cose e difficilmente questa contraddizione sara’ risolvibile senza un’integrazione politica dell’euro area che oggi e’ difficile da immaginare.

L’intera crisi dell’euro ha nascosto una domanda fondamentale, che mette in dubbio sia la diagnosi, sia la cura adottate in questi anni. Il successo dell’economia tedesca origina da scelte politiche intelligenti e lungimiranti, che possono essere replicate altrove, o e’ invece la conseguenza di scelte industriali e finanziarie private che rappresentano un caso unico, che ne’ la Grecia, ne’ la Francia, ne’ la Gran Bretagna ne’ l’Italia sono nelle condizioni di riprodurre?

In uno studio pubblicato per Brookings Institution ho cercato di ricostruire il segreto del successo tedesco. (Lo studio e' accessibile al link qui sotto e mi scuso per il fatto che sia in inglese)

http://www.brookings.edu/research/papers/2013/05/09-germany-economy-european-challenge-bastasin

Partendo dalle singole riforme, dalle storie delle singole imprese o banche, per arrivare ai grandi fenomeni politici e sociali dell’ultimo quarto di secolo. Il risultato piu’ sorprendente e’ che la straordinaria trasformazione dell’economia e della societa’ tedesca non sono la conseguenza diretta delle riforme degli anni Duemila, come e’ diventato invece normale osservare, ma della reazione spontanea di grandi imprese e grandi banche al deterioramento dell’economia tedesca pochi anni dopo l’unificazione tedesca (1989) e in alcuni casi addirittura prima di essa.

L’idea di riprodurre le riforme politiche del cancelliere Schroeder – in Grecia o in Spagna o in qualsiasi altro paese – in assenza di una struttura industriale in grado di sfruttare il miglioramento dell’ambiente economico e il miglioramento della produttivita' e dell'export -  e’ purtroppo destinato a poche soddisfazioni.

Non solo, ma parte del successo tedesco si basa sull’accumulazione di risparmio interno e sull’investimento all’estero di questo risparmio. Forse e' una buona strategia per il singolo paese, ma non lo e' per l'intera euro area in particolare se e' il paese piu' grosso a praticare questa strategia. In tal modo infatti gli squilibri nelle bilance dei pagamenti dei paesi che condividono la stessa moneta diventano inevitabili e permanenti. Questo “modello” (alto risparmio interno e bassi investimenti interni) e’ comune a tutti i paesi che negli ultimi dieci anni sono cresciuti piu’ velocemente o si sono trovati in una condizione di maggiore stabilita’. La scansione Nord-Sud passa anche da questa diversa strategia opportunistica.

Nel trasformare se stessa dopo l'unificazione, d'altronde, la Germania ha abbandonato l’attenzione tradizionale all’egualitarismo che ne aveva fatto un modello diverso e forse unico – un’economia sociale di mercato – nel quadro del capitalismo occidentale. La crescita economica ha creato consenso per riforme che abbandonavano il tradizionale egualitarismo all’interno del paese. Ma la tolleranza per le diseguaglianze ha anche creato ampi strati sociali svantaggiati e politicamente insoddisfatti. Sette milioni di lavoratori hanno stipendi mensili inferiori ai 400 euro. 

La minore accettazione per la solidarieta’ nella societa’ tedesca si e’ espressa cosi’ anche in indifferenza per i problemi economici al proprio esterno. A cominciare dagli squilibri – prima commerciali e poi economici – che la Germania crea nel quadro dell’economia europea e che vengono attribuiti esclusivamente alle note (e reali) responsabilita’ dei paesi partner dell’euro area. Anche i disavanzi nelle bilance dei pagamenti dell'euro area hanno conseguenze redistributive importanti. Non vederlo rappresenta un altro segno di irresponsabilita' sociale.

 Riconciliare vantaggi e svantaggi della convivenza tra paesi diversi non e’ una materia risolvibile con criteri solo economici, ma richiede un intervento di natura politica. Paradossalmente sara’ proprio la diversita’, non l’identita’, che – se non sara’ gia’ troppo tardi – spingera’ l’Europa verso l’unione politica. Spetta alla Germania capire che cio' che essa decide porta conseghuenze enormi sui paesi vicini. Per la democrazia tedesca si tratta di un test di maturita’ che dovra' dar senso alla storia degli ultimi 70 anni. 

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