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Ingenuo chiedere a Berlino di spingere i consumi

L'impatto di una politica di sviluppo della domanda in Germania è sopravvalutato. Enrico Letta non dovrebbe preoccuparsi troppo di insistere con la Germania affinchè rilanci la domanda interna e contrasti così la recessione in larghe parti dell'euro area. Quello di cui si dovrebbe preoccupare è di reintegrare le produzioni italiane nella catena di fornitura di quelle tedesche, come avveniva fino alla metà degli anni Novanta. La prossimità geografica del Nord Italia è un asset decisivo che va usato rapidamente e magari insieme a progetti europei e partecipazioni tedesche.

Quanto a politiche di sviluppo della domanda, in Italia, probabilmente, l'effetto diretto di un aumento di crescita di un punto di pil in Germania corrisponderebbe allo 0,015% del pil italiano. In Francia più o meno lo stesso. I due partner politicamente più influenti della Germania farebbero una battaglia difficile e infruttuosa se volessero sfidare Berlino sul rilancio della domanda interna.

Diverso sarebbe l'effetto di uno stimolo tedesco per i paesi dell'Est Europa, dove il pil aumenterebbe da uno a tre decimali di pil. Anche Belgio, Olanda e Austria, non a caso i paesi direttamente confinanti, avrebbero benefici molto maggiori di quelli che arriverebbero alla cosiddetta periferia dell'euro area. Nella tabella qui sotto si vede la dipendenza dall'export verso la Germania di alcuni paesi dell'euro area.

Oltre a tutto un rilancio della domanda privata delle famiglie, attraverso un aumento dei salari, sarebbe ancora meno efficace perchè è poco sensibile all'import. Bisognerebbe attendere che la domanda di consumi tedeschi spingesse le imprese tedesche a una domanda di forniture dall'estero per vedere qualche beneficio. 

In sostanza i paesi che sono integrati nella catena di fornitura delle imprese tedesche ricevono i benefici delle buone performance commerciali che quelle imprese hanno nel mercato globale.

Paradossalmente, dunque, quando chiediamo ai tedeschi di non esagerare con i guadagni di produttività che fanno apparire le nostre imprese arrancare, non stiamo facendo un buon servizio ai nostri esportatori. 

L'integrazione commerciale con la Germania, come detto, si basa più sulla domanda delle imprese tedesche che non sulla domanda delle famiglie tedesche. Saranno necessari anni di consolidamento dei guadagni di reddito dei cittadini tedeschi perchè le abitudini di consumo diventino più inclini alle importazioni e solo a quel punto l'economia tedesca sarà un'efficace locomotiva per il resto d'Europa.