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Unione bancaria nel 2018…


Tutte le strade portano a Washington, in particolare in aprile quando attorno alle riunioni del Fondo Monetario si mobilita una quantita' esorbitante di policymakers di tutto il mondo.

In questi giorni il circuito dei think tank gira a pieno ritmo, cosi' come le conferenze del FMI che tendono sempre piu' ad assomigliare a Davos. Tra ore e ore di analisi, ci scappa ogni tanto qualche notizia.  

Ed eccoci al punto: il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble non mollera' un colpo in materia di unione bancaria e progetta di imporre ai partner un processo a due stadi che consentira' di completare l'assetto dell'unione bancaria dopo il 2016 se va molto bene, ma piu' probabilmente attorno al 2018.

Il problema non e' la necessita' di cambiare il Trattato per accomodare entro l'apparato legislativo comune il Single Resolution Mechanism, cioe' il veicolo che consente di intervenire a compensazione del fallimento di una banca. Questo sarebbe possibile farlo con cambiamenti minori del Trattato.

Il problema vero e' che i cambiamenti del Trattato saranno molti, sostanziali ed estesi. Si vuole scrivere nel Trattato per esempio la separazione tra sorveglianza bancaria e politica monetaria (i tedeschi ritengono che la seconda debba restare autonoma anche dalla valutazione microeconomica del mercato del credito). Inoltre al primo stadio del meccanismo unico di risoluzione deve farne seguito un secondo con l'istituzione di un'Agenzia di risoluzione che ovviamente va costituita e quindi iscritta nel Trattato. Inoltre bisogna regolare la coesistenza tra l'unione bancaria nella zona euro e quella a 27 e qui entra in ballo la prospettiva di un'estenuante trattativa con la Gran Bretagna.

Per i tedeschi quando si tratta di regolare i flussi cross-border infatti l'unica piazza finanziaria rilevante e' Londra. Ma al tempo stesso Berlino sta per avanzare con Parigi una proposta di regolazione dei grandi gruppi finanziari ispirata alla Volcker rule. L'intreccio dei negoziati e' preoccupante.

A questo proposito inserisco un grafico che mi preoccupa. Ora, io detesto la DataWarehouse della Bce dove finisco per perdermi regolarmente. Ma se non ho fatto errori questi sono gli andamenti del capitale delle banche in Germania e in Italia

Capitalc

e queste sono le specifiche dei dati: capital buffer % of domestic standing banking groups and stand-alone banks.

Ma se la differenza e' tanto ampia, anche l'attesa di una rete di sicurezza e' un grosso problema. A poco vale il fatto che la sorveglianza del sistema bancario italiano sia in media meglio condotta che negli altri paesi.

E i tempi, viene spiegato molto chiaramente, dipendono dall'agenda politica tedesca. Esiste in pratica una breve finestra di opportunita' per approvare il Meccanismo unico di sorveglianza entrlo giugno. Sara' l'ultima legge discussa dal Bundestag. A dire il vero non sarebbe necessario, ma c'e' la solita scusa che essendo il trasferimento di sovranita' molto ampio, bisogna avere un'ampia legittimazione parlamentare in modo che non intervenga la Corte costituzionale a mettere in dubbio la decisione. Ma poi per tre mesi la vita del Parlamento se ne resta sospesa tra vacanza e campagna elettorale. Cosi' si torna a discutere di nuove leggi solo a novembre.