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Davvero Monti ha fatto cosi’ male?

Sui media e nel discorso politico quotidiano si da' per certo che il risultato del governo presieduto da Mario Monti sia stato deludente. Il prodotto interno lordo e' sceso molto piu' del previsto e alcuni cospicui errori dei ministri del governo Monti sono ben documentati. Tuttavia si usano termini addirittura brutali per liquidare un'esperienza di governo tecnico. 

Un'analisi condotta con sguardo lungo e con un linguaggio meno surriscaldato  forse riserverebbe delle sorprese. E ora che Monti si e' disimpegnato dal ruolo di capo di un partito, e' possibile valutare il suo operato senza il sospetto di simpatie o antipatie politiche.

Il grafico che propongo e' proprio semplice. Ho messo in correlazione la sorpresa negatriva del pil italiano e degli altri paesi di grande dimensione dell'euro area (Germania, Francia, Italia e Spagna)con lo spread di quei paesi (sull'asse orizzontale del grafico). Piu' precisamente sull'asse verticale ho indicato i dati della Commissione europea sul pil atteso nel 2012 e su quello poi realizzato, utilizzando la differenza come "effetto sorpresa". Quindi ho sottratto a questo effetto, quello di un eventuale aumento del deficit di bilancio maggiore di quello previsto all'inizio del 2012.

  

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 Non c'e' nulla di scientifico in questo esercizio fatto in un battibaleno  e spero che qualcuno statisticamente piu' attrezzato di me faccia di meglio e soprattutto utilizzi un campione piu' ampio. Tuttavia la correlazione e' vistosa:

Il prodotto interno lordo di un paese scende in ragione del suo spread.

La logica d'altronde e' abbastanza semplice. C'e' un legame diretto tra lo spread sui titoli di Stato e il costo per le banche di quel paese nel recuperare fondi e poi nel prestarli. Un buon studio del Fondo Monetario Internazionale (E. Zoli, IMF working paper 13/84) lo documenta efficacemente, mostrando tra l'altro che le banche meno capitalizzate sono quelle piu' colpite.

Cattive condizioni di credito sono particolarmente gravi per le imprese italiane che dipendono moltissimo dal finanziamento bancario e hanno dimensioni medie ridotte, tanto da non poter avere accesso diretto ad altre forme di finanziamento. Di conseguenza se cala il credito, calano gli investimenti e l'occupazione e scende il pil.  

Secondo i calcoli – ripeto, molto superificali - esposti nel grafico, se Monti non ci fosse stato e lo spread italiano fosse rimasto al livello a cui Monti lo ha trovato, il pil sarebbe sceso del 5.8%, anziche' del 2.3%.